#12 - San Martino

La chiesa di San Martino Vescovo è al margine del centro storico di Roccatederighi, verso la Maremma, ed è in adiacenza agli affioramenti riolitici comunemente denominati I Massi; proprio per questa posizione, l’edificio religioso da sempre caratterizza il profilo del paese (figg. 1-3).

Le origini della chiesa sono incerte e le notizie più antiche risalgono agli anni 1276-1277 quando è menzionata negli elenchi delle Rationes Decimarum dove risulta dipendente, insieme all’oratorio di Santa Margherita di Sassoforte, dalla Pieve di San Feriolo di Caminino. Durante il Trecento questo luogo di culto non sembra rivestire una particolare importanza tanto che, nel 1294, i patti di sottomissione dei feudatari del castello a Siena sono stipulati nella vicina chiesa di Santa Maria, quest’ultima situata nell’area signorile. Durante il Quattrocento, tuttavia, l’edificio religioso assume una rinnovata importanza per il riconoscimento delle prerogative parrocchiali, in concomitanza con il consolidamento dell’istituzione comunale nell’orbita del governo senese. Nel 1489 si concludono gli interventi di ristrutturazione della fabbrica e nel 1496 viene edificato l’altare laterale dedicato alla Natività di Maria Vergine a cui è associata una compagnia laicale.

Durante l’Età Moderna la chiesa parrocchiale, dotata di un cospicuo patrimonio immobiliare gestito dall’Opera, rappresenta il fulcro religioso più importante del paese da cui dipendono: l’oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano, luogo di culto dei flagellati; la chiesa di Santa Maria, gli oratori della Madonna del Fossato e della Madonna del Carmine; l’eremo di San Giusto presso Lavaiano. In questo periodo storico l’edificio religioso è dotato di quattro altari laterali dedicati alla Santissima Concezione, alla Madonna del Rosario, a Sant’Antonio da Padova e al Santissimo Crocifisso, quest’ultimo costruito nel 1706 e arricchito dalla preziosa reliquia della Santa Croce donata dal cardinale Carlo Bichi (1638-1718) (fig. 4).

Alla fine del Settecento la chiesa versa in un cattivo stato di conservazione e, a tale scopo, dopo la parentesi napoleonica, sono avviati consistenti lavori di ristrutturazione che trovano conclusione entro il 1820; nel 1843, invece, termina la costruzione della canonica sul terreno in parte occupato dal cimitero.

La chiesa, posta al termine di via della Torre, ossia la Ruga di Sopra, ha una pianta a croce latina ed è affiancata dal campanile e da alcuni fabbricati come la sagrestia (figg. 5-6). All’interno la struttura architettonica e gli apparati decorativi confermano l’avvenuta ristrutturazione negli anni antecedenti al 1820 (fig. 7); nel transetto, sono ancora presenti due altari laterali ossia quelli del Santissimo Crocifisso e di Sant’Antonio, quest’ultimo oggi dedicato alla Madonna Addolorata, riedificati dalla famiglia Orlandini. Il fronte principale, prospettante sulla piazza antistante e in direzione della Torre dell’Orologio, esprime il tipico impaginato degli edifici religiosi costruiti in Maremma e nelle Colline Metallifere: tetto a capanna e portale di ingresso sopra al quale è presente un oculo. Tra le opere che maggiormente qualificano l’interno dell’edificio religioso è da segnalare la presenza del Crocifisso di ambito toscano ascrivibile al XV secolo (fig. 8) e l’acquasantiera del XVI secolo l’interno della quale è animato da alcuni pesci e un serpente scolpiti a rilievo (figg. 9-10).

Fonte: Marrucchi G., Chiese medievali della Maremma Grossetana. Architettura religiosa tra la Val di Farma e i monti dell’Uccellina, Empoli, Edizioni dell’Acero, 2014, pp. 177-178; Caporali A., “Repertorio degli edifici religiosi”, in Roccatederighi. Un borgo medievale delle Colline Metallifere tra Arte, Storia e Architettura, a cura di A. Caporali, Arcidosso (GR), Edizioni Effigi, 2019, pp. 137-186; P. Scapin, “La memoria del sacro: il corredo liturgico-devozionale delle chiese di Roccatederighi”, in Roccatederighi. Un borgo medievale… cit., pp. 187-255.