#10 - La Ciola
Il centro storico di Roccatederighi è arroccato su un impervio rilievo roccioso del Monte Sassoforte e corrisponde, nell’asseto urbano, alle dimensioni dell’antico castello medievale. L’area signorile era gravitante nell’attuale Piazza della Torre – Piazzetta Senesi – ed era dotata della chiesa di Santa Maria; il borgo, invece, nei secoli si sviluppa a una quota inferiore, e l’edificio religioso di riferimento era – come oggi – la chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo. In questo contesto, con il termine Tufolino – di cui rimane incerta l’origine del toponimo – si intende quella parte dell’abitato medievale i cui edifici prospettano sulla via con la stessa denominazione; questo tragitto, chiamato originariamente Ruga di Sotto, permette il collegamento tra via delle Due Porte e la piazza dove insiste l’antico Palazzo del Comune, ossia la Casa del Bellino (fig. 1). Parte delle case che definiscono questa via sono state costruite a partire dalla seconda metà del XV secolo quando, a seguito del graduale aumento della popolazione per le migliori condizioni sociali, politiche ed economiche, l’autorità locale consente l’edificazione di nuovi fabbricati a ridosso delle mura medievali, ma con alcune limitazioni (fig. 2).
Gli edifici che definiscono via del Tufolino che prospettano, in parte, verso la Maremma, seguono il tracciato delle antiche mura medievali e la loro continuità è interrotta, in prossimità della Casa del Bellino, dalla porta denominata La Ciola – verosimilmente diminutivo di Porticciola – e dal rispettivo vicolo. Questo accesso, già documentato nella seconda metà del XVI secolo, consentiva agli abitanti di raggiungere agilmente l’area esterna al castello denominata I Massi, ovvero gli affioramenti rocciosi adiacenti al paese dove esistevano i ricoveri per gli animali e i terrazzamenti limitrofi; oltre la porta, l’accesso assai ripido e la vicina torre rompi-tratta – oggi abitazione privata – rappresentavano fattori in grado di scoraggiare qualsiasi attacco esterno (figg. 3-5).
La Ciola, a differenza della Porta che qualifica l’ingresso principale al centro storico, non è definita da elementi architettonici di pregio tanto da suggerirne la realizzazione durante la seconda metà del Cinquecento ossia dopo la Guerra di Siena (1544-1559) e l’affermazione del dominio di Casa Medici nella Toscana meridionale, momento in cui Roccatederighi, similmente ai paesi della Colline Metallifere, conosce un lungo periodo di pace.
Fonte: Caporali A., “Il castello di Roccatederighi e le sue difese”, in Roccatederighi. Un borgo medievale delle Colline Metallifere tra Arte, Storia e Architettura, a cura di A. Caporali, Arcidosso (GR), Edizioni Effigi, 2019, pp. 43-92.
Galleria

Fig. 1
La viabilità del castello di Roccatederighi e le sue porte (da Caporali 2019, p. 83) Legenda: A. Ruga di sopra – oggi via della Torre; B. Ruga di mezzo; C. Ruga di sotto – oggi via del Tufolino; D. Porta principale di accesso al borgo; E. La Ciola, porta secondaria.
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Fig. 2
Tratto di via del Tufolino
View moreFig. 3
Veduta della Ciola da via del Tufolino (foto: Alessio Caporali)
View moreFig. 4
Veduta della Porta della Ciola all’esterno del borgo (foto: Alessio Caporali)
View moreFig. 5
Veduta della Porta della Ciola all’esterno del borgo (foto: Alessio Caporali)
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